Ho atteso la neve

per vedere dentro le gocce

il gelo volteggiare nella paura.

Osservare stridere nella caduta i pensieri

quando l’acqua è presente

lascia disegni e sogni, sciogliersi.

Forse domani il bianco mantello

sarà impronta di passero o soltanto

un accatastarsi di gocce

lacrime indurite

freddo silenzio che giace

nel fondo del bosco.

Mi deluderà ancora?

D’inverno il freddo

riesce ad indurire la strada

non basta il sale

occorre l’amore.

Nevica!

 

Chiara

 

 

Discorso primordiale

Il filo del discorso

si assottiglia col tempo

cielo azzurro velocità

il pensiero corre

strisce bianche nell’infinito

scrivono dubbi.

Passaggio verso est

chiara visione di luce

intrecci di luna

nella notte di muto sentire

pagliuzze dorate

all’alba, il nuovo sapere.

C’è chi parla ed è fumo

e chi dice ed è corteccia

anni di fili di parole

nel bosco del vivere.

Poi l’intreccio è solo

sempre sveglio

ma cambia prospettiva

viaggia nell’universo di se

attende inesorabilmente

di capire come andare

nel profondo blu

l’inizio primordiale dell’io.

 

Chiara

 

 

 

 

 

Solitudine

Pagine vuote oltre il silenzio

hanno piene le tasche

gridano al passo di un attimo

come il cadere di un brivido

sulla pelle, si attorciglia all’animo

quieta,  l’andare deĺ tempo

scrive di giorni

al calare della sera

e di notte l’avvicinarsi dell’alba

dove muto è l’ardire.

Pagine pagine di silenzi

lungo strade infinite

arroccate sopra stelle

sogni ancora da  scrivere.

 

Chiara

 

 

 

Frammenti di parole

Frammentarie parole

bastano a dire

al mio vocabolario

di non essere silenzioso?

Troppe orecchie hanno udito

lo strazio di un dolore

afflitto di coraggio

alla parola, mai spesa

per un nulla ma viva

al voler dire tanto

senza uscire dai fiati.

Un barlume di luce

in questo inverno

fa da palo al voler

parola per parola

uscire una per volta

meditando il senso

di un giorno qualunque

profondo come l’abisso

per poi galleggiare

senza un suono

lungo il Naviglio.

Ti sei accorto del dolore?

 

Chiara

 

 

Questa mattina il cielo sa dove andare

Un fiato s’allunga dentro una foglia

ghiaccio e brina, zucchero per la dieta

mentre cammino l’odore del tempo

entra nei camini accesi ravvivando

quella fiamma ormai spenta .

Un gesto di rammendo tra gli aghi

ricomincia con gemme, poi

vedrai i fiori a tempo debito.

Il filo d’erba si nasconde dal vento

come se avesse paura del giorno

che passa ma torna quotidianamente

lasciando stupiti i merli salterini

con filamenti per il nido e briciole

per i pulcini che ancora non sanno

dove andare, come il cielo che va

verso ciò che tu puoi vedere

il resto non conta c’è già

basta girare pagina.

 

Chiara

 

 

 

 

 

Il filo del discorso o meglio…vita!

Nel ricordarmi di ieri

credo che un salto al cuore

ha fatto impazzire i neuroni

un filo lungo quanto? Chissà?

A volte tende ad allungarsi

altre volte s’arrotola

come a parlare senza interruzioni

poi? C’è un poi?

Giusto, la storia di ieri

è che il filo correva

oltre il gomitolo del tempo

e di maglia filava: eccome se filava

tanto non si riusciva a fermare.

L’ho visto saltare oltre la siepe

stupirsi del nulla e godere del tutto

quando poi le risate sono tante

oddio che ridere quasi si spezza

tanto s’arriccia.

Mai, si perde qualcuno

lo attorciglia, e un fiocco

regala nel suo vagare

di filo in filo anche a Natale

colora l’abete

s’accende si spegne

sempre pronto all’occorrenza

per un maglione o soltanto

un mezzo punto

che nel finale vale

basta sapersi raccontare.

Chiara

 

 

 

 

 

Speranza

Auguri a tutti

che siano giorni sereni

con tanti amici e parenti

non solo a Natale

ma tutto l’anno.

 

Speranza

 

C ‘è un giglio nel campo
sorride
allunga lo sguardo
sereno, nulla è perduto.
Il cuore è straziato da mille perchè
uno solo è dato sapere.
L’amore, è grande
e rinasce ogni volta
quando un seme muore
nasce la vita.
L’amore di Dio
è il mantello di speranza
per ogni cuore trafitto.

Chiara

La partenza

Si lascia qualcosa

un saluto, un sorriso

magari di sfuggita.

Una parola che ricordo

allacciata a sospiri

ai lamenti

-volevo rimanere-

anche soltanto per riempire

il cuore sordo, chiuso.

Sapevo che il pianto

liberatorio avrebbe scavato

-volevo rimanessi-

senza sbavature

senza sotterfugi

soltanto per amarmi

come tu sai fare.

Come quando da bambina

mi consolavi con la bocca

e con le braccia mi stringevi

attorno al tuo amore

sento ancora le gemme

crescere e stringermi

nel palmo della tua mano.

Vita mia.

 

Chiara

 

 

 

Se

Se fossero tutti uguali i giorni

mi annoierei

il bello è vederli scrocchiare

tra le dita

più rumore, meno rumore

più  silenzio

meno parole, più  risate.

Se fossimo tutti uguali

noi, io e te

avremmo amici o amori?

Se!

Una parola che è di per sé

è sillaba

molto incerta e insicura

forse

una parola di attesa oppure

no

chissà che futuro avrò?

Se, forse!

Meglio diversi e più certezza

amicizia e amore.

Chiara

Lasciatemi libera

Sguardi

silenziosi, accompagnano

il flusso migratorio

oltre la vita stessa.

Camminano

aggrappati alla speranza

lungo fiumi, foreste

e tempeste d’indifferenza.

Volti uguali, diversi colori

uniti dalla riscoperta del vero.

Veramente, sicuramente

impazienti

di libertà.

 

Chiara

 

 

Vai alla barra degli strumenti