Umiltà

Nel silenzio delle parole

il Narciso si specchia

lunghe lodi di gloria al suo ego

giace l’umile volere e canta

senza sapere dove è.

La bellezza non conta

qui tra le foglie e il vento

c’è di più, la forza si espande

nasce piano, invisibilmente

e la piccola cosa è silenzio

tra il vociare dello specchio

Non tutto sono certa è

e chi è non è, e chi non è, è.

Chiara

 

 

 

 

La senti l’aria?

C’è quel suono invisibile

una armonia che incanta

nel silenzio della notte

o nel vociare del giorno

-velluto a colori del fiato-

ogni cosa, ogni essere

vibra come corde di strumenti

al tocco silenzioso della vita.

C’è nell’aria quel ticchettio

-il tempo scandisce le pause-

al il passaggio doloroso

del viaggio a compimento

dell’inizio dell’io che trasforma

si modella in impalpabile

carezza per chi ancora

viaggia nell’aria di un respiro.

 

 

Chiara

 

 

Nuove primavere

Sono la zagara del tuo respiro
Fossi petalo saprei
che ogni volta il tuo profumo
mosso dal vento, riempirebbe
la corolla dei miei sogni.
Quando l’inverno trema
il tuo calore è nel fiato dei miei rami
ancora gemma di sospiro.
La mia pelle tenera
giace in attesa del vento
a portare i semi della tua presenza
alla linfa del mio cuore
per vivere nuove primavere.

Chiara

E’ silenzio

C’è un posto dove tutto è muto

anche la polvere non ha voce.

In quell’angolo  dove mi rifugio

quando tutto è rumore.

Uno spazio grande per contenermi

per mettere sulla carta

nero su bianco

(la carta canta…dicono)

Esatto! Canta!

Le note impazzite del giorno

o carte disordinate da riporre

per ordine sulla chiave

la musica e tutto un cielo stellato

anche quando è silenzio.

Chiara

 

 

 

Ho atteso la neve

per vedere dentro le gocce

il gelo volteggiare nella paura.

Osservare stridere nella caduta i pensieri

quando l’acqua è presente

lascia disegni e sogni, sciogliersi.

Forse domani il bianco mantello

sarà impronta di passero o soltanto

un accatastarsi di gocce

lacrime indurite

freddo silenzio che giace

nel fondo del bosco.

Mi deluderà ancora?

D’inverno il freddo

riesce ad indurire la strada

non basta il sale

occorre l’amore.

Nevica!

 

Chiara

 

 

Discorso primordiale

Il filo del discorso

si assottiglia col tempo

cielo azzurro velocità

il pensiero corre

strisce bianche nell’infinito

scrivono dubbi.

Passaggio verso est

chiara visione di luce

intrecci di luna

nella notte di muto sentire

pagliuzze dorate

all’alba, il nuovo sapere.

C’è chi parla ed è fumo

e chi dice ed è corteccia

anni di fili di parole

nel bosco del vivere.

Poi l’intreccio è solo

sempre sveglio

ma cambia prospettiva

viaggia nell’universo di se

attende inesorabilmente

di capire come andare

nel profondo blu

l’inizio primordiale dell’io.

 

Chiara

 

 

 

 

 

Solitudine

Pagine vuote oltre il silenzio

hanno piene le tasche

gridano al passo di un attimo

come il cadere di un brivido

sulla pelle, si attorciglia all’animo

quieta,  l’andare deĺ tempo

scrive di giorni

al calare della sera

e di notte l’avvicinarsi dell’alba

dove muto è l’ardire.

Pagine pagine di silenzi

lungo strade infinite

arroccate sopra stelle

sogni ancora da  scrivere.

 

Chiara

 

 

 

Frammenti di parole

Frammentarie parole

bastano a dire

al mio vocabolario

di non essere silenzioso?

Troppe orecchie hanno udito

lo strazio di un dolore

afflitto di coraggio

alla parola, mai spesa

per un nulla ma viva

al voler dire tanto

senza uscire dai fiati.

Un barlume di luce

in questo inverno

fa da palo al voler

parola per parola

uscire una per volta

meditando il senso

di un giorno qualunque

profondo come l’abisso

per poi galleggiare

senza un suono

lungo il Naviglio.

Ti sei accorto del dolore?

 

Chiara

 

 

Questa mattina il cielo sa dove andare

Un fiato s’allunga dentro una foglia

ghiaccio e brina, zucchero per la dieta

mentre cammino l’odore del tempo

entra nei camini accesi ravvivando

quella fiamma ormai spenta .

Un gesto di rammendo tra gli aghi

ricomincia con gemme, poi

vedrai i fiori a tempo debito.

Il filo d’erba si nasconde dal vento

come se avesse paura del giorno

che passa ma torna quotidianamente

lasciando stupiti i merli salterini

con filamenti per il nido e briciole

per i pulcini che ancora non sanno

dove andare, come il cielo che va

verso ciò che tu puoi vedere

il resto non conta c’è già

basta girare pagina.

 

Chiara

 

 

 

 

 

Il filo del discorso o meglio…vita!

Nel ricordarmi di ieri

credo che un salto al cuore

ha fatto impazzire i neuroni

un filo lungo quanto? Chissà?

A volte tende ad allungarsi

altre volte s’arrotola

come a parlare senza interruzioni

poi? C’è un poi?

Giusto, la storia di ieri

è che il filo correva

oltre il gomitolo del tempo

e di maglia filava: eccome se filava

tanto non si riusciva a fermare.

L’ho visto saltare oltre la siepe

stupirsi del nulla e godere del tutto

quando poi le risate sono tante

oddio che ridere quasi si spezza

tanto s’arriccia.

Mai, si perde qualcuno

lo attorciglia, e un fiocco

regala nel suo vagare

di filo in filo anche a Natale

colora l’abete

s’accende si spegne

sempre pronto all’occorrenza

per un maglione o soltanto

un mezzo punto

che nel finale vale

basta sapersi raccontare.

Chiara

 

 

 

 

 

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